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PRO NATURA DICE NO ALLE MOTOSLITTE PADRONE DELLE MONTAGNE LOMBARDE

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Montagna in inverno - Foto di M.Canziani

Ignorando le norme e i vincoli territoriali, urbanistici e ambientali e qualsiasi forma di garanzia per i danni al territorio e alle strade, il Progetto di Legge n. 0118 presentato in Regione Lombardia esautora i Comuni, le Comunità Montane e i Parchi e consegna ai club delle motoslitte le montagne lombarde.

L’Associazione Uomo e Territorio PRO NATURA boccia il Progetto di Legge “Disciplina in materia di utilizzo delle motoslitte e dei mezzi meccanici assimilati. Modifiche alla l.r. 5 dicembre 2008, n. 31 (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale)”, pur riconoscendo la necessità di normare la materia.

 

In primo luogo, esso liberalizza nella sostanza l’accesso con le motoslitte alle strade agro-silvo-pastorali, che per legge sono infrastrutture finalizzate a un utilizzo prevalente di tipo agro-silvopastorale, non adibite al pubblico transito. Così stravolge la definizione stessa di tali strade, mettendo in discussione gli obiettivi di tali infrastrutture e la relativa competenza, anche in relazione all’origine dei fondi utilizzati per la relativa gestione e la manutenzione, agli strumenti di pianificazione, ai soggetti attuatori delle disposizioni e alla definizione degli enti responsabili di tali attuazioni.

 

Il progetto di legge liberalizza anche la circolazione delle motoslitte sulle strade pubbliche, in contrasto con quanto formalmente espresso dal Ministero delle Infrestrutture e dei Trasporti.

Inoltre, annulla il ruolo di pianificazione e di indirizzo delle Aree Protette, così come delle Comunità Montane alle quali la l.r. 31/2008 conferisce le funzioni amministrative concernenti gli interventi per la realizzazione, il ripristino e la manutenzione di infrastrutture al servizio delle attività agro-silvo-pastorali.

Il progetto di legge, ancora, non prevede alcuna zonizzazione del territorio montano regionale e dunque non tiene conto dei vincoli esistenti su alcune porzioni di esso, contrasta con le indicazioni della Rete Ecologica Regionale - riconosciuta come infrastruttura prioritaria del Piano Territoriale Regionale e strumento orientativo per la pianificazione regionale e locale, nonché – in relazione alle superfici perimetrate come ZPS (Zone di Protezione Speciale) in ambito alpino contrasta con le norme regionali relative al recepimento delle Direttive 92/43/CEE e 2009/147/CE che vietano l’utilizzo di motoslitte e battipista al di fuori delle strade, fatti salvi l’utilizzo per ragioni di servizio nelle aree sciabili e in rapporto all’attività dei rifugi, limitatamente al trasporto dei clienti e all’approvigionamento delle derrate alimentari e dei materiali d’uso corrente.

Infine, non fornisce numerose indicazioni fondamentali per regolare l'acceso al territorio montano da parte delle motoslitte: le modalità di selezione delle categorie di utenza e di rilascio e comunicazione delle autorizzazioni, il rilascio delle autorizzazioni su terrenti del demanio regionale, la durata delle autorizzazioni, la polizza fidejussoria, i danni ai percorsi e la manutenzione degli stessi, l’orario di apetura e di chiusura dei percorsi accessibili e gli orari non consentiti, nonché i calendari di accesso, il numero massimo di accessi consentiti, le norme comportamentali alle quali sono tenuti i conduttori dei mezzi e gli organizzatori di eventuali attività turistico-ricreative organizzate, le condizioni ambientali di accessibilità, i parametri di emissione acustica da rispettare, i criteri di compatibilità con altre forme di fruizione invernale del territorio montano (sci, racchette da neve), le responsabilità in caso di incidente nei confronti di altri cittadini oppure in caso di danneggiamento dei percorsi o di beni pubblici o privati, le caratteristiche della segnaletica idonea a fornire informazioni e indicazioni comportamentali agli utenti della montagna compatibili con la fruizione delle motoslitte.

L’Associazione Uomo e Territorio PRO NATURA richiama dunque l’attenzione su una proposta che se approvata consegnerebbe nella quasi totale mancanza di regole e garanzie la montagna ai club delle motoslitte, scavalcando le norme e i vincoli territoriali, urbanistici ed ambientali vigenti. Il risultato sarebbe un ulteriore impoverimento della montagna, sottraendola alla maggior parte dei cittadini e a forme di valorizzazione certamente più compatibili con un territorio che non può costituire solo il parco-divertimenti di una piccola porzione della comunità.