Newsletter - Download - Media - Lavora con noi - Formazione -

PRO NATURA si mobilita per la tutela dell'Orso bruno nelle province di Brescia e Sondrio

E-mail Stampa PDF

Impronta di Orso bruno - Foto di Maurizio ZorziAdeguare il sistema rete Natura 2000 delle province di Brescia e di Sondrio per una corretta applicazione della Direttiva Habitat in favore della tutela dell'Orso bruno: queste sono la richieste formali formulate dall'Associazione. Dopo decenni di assenza, l'Orso bruno sta facendo un timido ritorno nel settore alpino e pralpino della provincia di Brescia e della provincia di Sondrio.
Questo straordinario evento è possibile grazie al Progetto LIFE URSUS, gestito dal Parco Adamello Brenta, dalla Provincia Autonoma di Trento e dall'INFS (oggi ISPRA), che oltre 10 anni fa ha permesso di rilasciare nel Brenta dieci orsi provenienti dalla Slovenia a supporto dell'ultima popolazione autoctona alpina, allora confinata nel Brenta Orientale.

Questa importante "novità" - certificata da alcuni importanti studi regionali come quello delle Aree Prioritarie per la Biodiversità e quello della Rete Ecologica Regionale e documentata dal lavoro svolto dalla Polizia Provinciale di Brescia e da quella di Sondrio - non è stata accompagnata però da opportuni interventi di aggiornamento degli strumenti di tutela del territorio, a differenza di quanto indicato dalla Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, che classifica la specie come “prioritaria”.

In provincia di Brescia, ad esempio, dei 18 Siti di Importanza Comunitaria presenti nel settore montano orientale, che coprono poco più del 25% dell'area bresciana indicata dallo studio di fattibilità del progetto di reintroduzione dell'Orso bruno come necessaria per ospitare una popolazione minima vitale del plantigrado nelle Alpi centrali, solo 3 indicano la specie tra gli obiettivi di conservazione, con una superficie complessiva pari a solo l'8% dell'area citata.

Inoltre, a differenza dei secoli scorsi - quanto probabilmente l'alta Valle Camonica ospitava le ultime estese foreste e dunque l'ultimo rifugio per la specie mentre la media valle era ormai quasi completamente interessata da una diffusa presenza antropica - oggi la maggior parte dei dati di presenza dell'Orso bruno interessa la media e bassa Valle Camonica dove non esistono forme di tutela adeguate.

Per queste ragioni, Pro Natura ha scritto a Regione Lombardia, Ministero Ambiente, aree protette, Provincia di Brescia, Provincia di Sondrio ed alla Commissione Europea per chiedere di adeguare il sistema di Siti di Importanza Comunitaria ampliandolo ai settori forestali delle medie e basse altitudini nei comprensori dell'Adamello, dell'Alto Garda Bresciano, del Livignasco e della Media Valtellina, anche inserendo la conservazione dell'Orso bruno tra i principali obiettivi dei siti, nonchè di istituire un nuovo esteso Sito di Importanza Comunario a cavallo tra la Valle Camonica, la Val Trompia e la Val Sabbia.

Gli interventi richiesti, oltre a consentire una più efficace conservazione dell'Orso bruno, favorirebbero anche una più serena convivenza tra il plantigrado e le comunità locali, facilitando l'accesso di tali territori a risorse economiche comunitarie mirate alla conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario finalizzate anche ad armonizzare la tutela di tali importanti risorse con le attività economiche locali.