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Milano: dalla pollution charge alla congestion charge

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Milano Mobilità - Foto di L.Baio L'Associazione Uomo e Territorio Pro Natura ravvisa nella recente scelta del Comune di Milano di ridisegnare il sistema degli accessi in centro (la cosiddetta Area C) un’importante e positiva novità, rispetto ad altre iniziative prese in diverse città italiane e rispetto anche al sistema inaugurato dalla precedente giunta milanese.

 

Con il nuovo provvedimento si passa, infatti, da una tariffazione “d’ingresso” in centro, basata essenzialmente sul concetto di “chi più inquina e più paga” - con una serie di deroghe e tariffazioni ridotte per diverse categorie di veicoli - a una tariffazione che si basa sul concetto “chi più usa l’auto più paga”, nel frattempo e comunque con agevolazioni per i veicoli meno inquinanti.

 

Differenza non da poco: applicando tale criterio si pongono, infatti, sullo stesso piano gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento atmosferico con quelli più generali di un uso più equilibrato dello spazio pubblico, dove auto, pedoni e ciclisti convivano con pari dignità, con il risultato di una migliore qualità della vita urbana.

Ai critici che lamentano una limitazione della propria libertà di movimento o i costi elevati dei permessi vorremmo ricordare che le strade e gli spazi cosiddetti pubblici, perché siano pubblici nel senso pieno del termine devono essere fruibili allo stesso modo da tutte le categorie di utenti, senza che una prevarichi sulle altre solo perché ha a disposizione una corazza di lamiera. Inoltre, “pubblico” non vuol dire necessariamente libero e gratuito. Chi, come in questo caso i veicoli a motore, occupa molto spazio e produce inquinamento, deve sostenere almeno una parte dei costi che la collettività si assume per permettere a questi mezzi di circolare e sostare.

Anche dal punto di vista delle tariffe il sistema milanese è, confrontato con alcune altre grandi città europee, tra i più “leggeri”: se, infatti, a Oslo (che ha adottato la congestion charge dal 1990!) il ticket costa mediamente di meno, l’accesso a pagamento è in vigore 24 ore su 24 e tutti i giorni, e non sono previsti abbonamenti; a Stoccolma il sistema è in funzione per meno ore al giorno, ma il costo massimo è più elevato (6,30 euro) e non vi sono né abbonamenti né agevolazioni (previste invece a Milano); a Londra l’accesso all’area centrale (le cui dimensioni sono molto maggiori rispetto a quella milanese) ai non residenti costa molto di più: dagli 11,5 ai 14 euro.

Le prime settimane di attuazione del provvedimento mostrano una decisa riduzione nel numero dei veicoli a motore, superiore al 30%* , e il risultato è immediatamente percepibile, a chiunque vivi o si rechi a Milano.