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PARCHI SNATURATI

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Aree protette delle Marche - Foto di D. FiacchiniComunicato stampa a cura di: Fondo per l’Ambiente Italiano, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pro Natura, WWF

Nelle Marche la IV Commissione consiliare discute oggi la proposta di legge che modifica il governo dei Parchi naturali regionali. FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pro Natura, WWF criticano il provvedimento proposto dalla Giunta regionale che snatura il ruolo dei Parchi ignorando le ragioni della loro istituzione: la Conservazione della Natura. Le sei Associazioni prendono le distanze da una interpretazione delle aree naturali protette essenzialmente come agenzie di sviluppo locale.

PARCHI SNATURATI

PER IL FAI, ITALIA NOSTRA, LIPU, MOUNTAIN WILDERNESS, PRO NATURA e WWF LE PROPOSTE DI MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE SULLE AREE PROTETTE CANCELLANO LA FINALITA’ PREVALENTE DELLA CONSERVAZIONE DELLA NATURA DAL GOVERNO DEI PARCHI REGIONALI

I partiti politici vanno nelle Marche all’assalto dei Parchi naturali regionali con il pretesto del contenimento delle spese di funzionamento e la semplificazione dell’organizzazione degli Enti Parco.  FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pro Natura e WWF contestano radicalmente la Proposta di Legge n.155 della Giunta regionale la cui discussione è stata avviata oggi dalla IV Commissione consiliare. La proposta di Legge modifica essenzialmente l’assetto e la rappresentanza degli Enti gestori dei Parchi naturali regionali ignorando la prioritaria finalità delle aree naturali protette, la conservazione della natura. Per le sei Associazioni la riforma degli Enti Parco presentata dal Governo regionale risponde solo a logiche di contrapposizione di potere tra i partiti e mette chiaramente in evidenza il conflitto istituzionale tra Regione ed Enti locali dimenticando che la gestione delle aree naturali protette dovrebbe assicurare essenzialmente la conservazione del nostro patrimonio naturale. Grave la scomparsa dei rappresentanti delle Università e del mondo scientifico negli Enti Parco, mentre la nomina dei Presidenti senza alcun riferimento a competenze ed esperienze nella conservazione della natura ed il sostanziale controllo del governo dei Parchi regionali da parte dei Comuni e dei soggetti espressione di interessi particolari non lasciano dubbi sulla volontà di snaturare ruolo e funzioni delle aree naturali protette delle Marche. Nell’ottica dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa degli Enti di gestione si ignora volutamente con queste nuove regole per la composizione e funzionamento dei diversi organi di rappresentanza e governo dei Parchi la loro originale finalità della conservazione della natura.

FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pro Natura e WWF prendono le distanze anche da proposte come la richiesta di presenza dei rappresentanti delle Camere di Commercio nell’organo di governo dei Parchi regionali da parte di coloro che interpretano ormai le aree naturali protette essenzialmente come agenzie di sviluppo locale. La finalità della valorizzazione economica del nostro patrimonio naturale, con una gestione dei Parchi pesantemente condizionata dalle legittime aspettative di sviluppo delle comunità locali, sembra ormai prevalere rispetto alla definizione degli obiettivi di conservazione della biodiversità, snaturando in questo modo l’originale e prevalente finalità delle aree naturali protette. Con queste prospettive si creano purtroppo le premesse per discutere domani sull’utilità dei parchi piuttosto che sul rilancio del loro indispensabile ruolo in relazione alle sfide ambientali globali e locali dalle quali dipende il benessere delle persone e la qualità della nostra vita.