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Identita' locali ed economie delle Terre Alte

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Convegno - Foto di L. ZamprognoSi è tenuto il 20 aprile a Varzi il convegno “Economie e identità locali nelle terre alte – Ruolo delle aree protette nel rilancio e nella valorizzazione del territorio appenninico”, organizzato da Uomo e Territorio Pro Natura e dalla Comunità Montana dell’Oltrepo pavese, grazie all’ospitalità del Comune.

Un pomeriggio di lavoro, in cui sono state presentate alcune innovative esperienze nella gestione dei Parchi dell’Appennino centro-settentrionale e sono state evidenziate le criticità e le potenzialità dell’Oltrepo collinare e montano: lo spopolamento e la marginalità economica delle “Terre Alte” da una parte e, dall’altra, le potenzialità determinate dalla presenza di elementi paesaggistici, naturali e culturali di grande valore, che proprio attraverso una oculata gestione del territorio potrebbero essere il motore del suo rilancio.

Particolarmente  interessanti in quest’ottica le esperienze presentate dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, con le Comunità-paese da questo promosse, che operano nella gestione attiva del territorio e nell’erogazione di servizi anche in settori non strettamente naturalistici, e la scelta di realizzare i Centri Parco all’interno di strutture alberghiere, facilitando così il rapporto tra turisti e comunità locali. Più impostate su una generale strategia gestionale le esperienze del Parco dell’Antola e del Parco del Beigua, due realtà molto attive nel coinvolgimento delle comunità locali intorno a progetti di tutela delle risorse naturali locali e nella valorizzazione di beni e servizi capaci di caratterizzare i rispettivi territori. In questi casi proprio le professionalità messe a disposizione dai Parchi hanno permesso a territori altrimenti marginali di attingere a risorse economiche importanti da destinare a investimenti strutturali per caratterizzare la propria offerta turistica.

Di grande interesse anche i contributi alla discussione portati dagli amministratori locali, che hanno rivendicato il ruolo primario delle Terre Alte come “serbatoio” di qualità ambientale, ruolo che andrebbe maggiormente riconosciuto da parte delle aree di pianura, anche mediante defiscalizzazioni a favore di alcune attività di montagna.

Il tema di un nuovo Parco interregionale - inteso come soggetto capace di guardare al territorio in una logica di “massicco” e dunque andando oltre i rigidi confini amministrativi (regioni, province, comuni) che tagliano a spicchi un territorio che invece è fortemente e storicamente caratterizzato da comuni esigenze e potenzialità – è emerso più volte come opzione da considerare seriamente.

Due impegni concreti per l’immediato futuro sono infine scaturiti dall’incontro: il rilancio del Protocollo di Intesa Interprovinciale per la valorizzazione del territorio delle Terre Alte, che vedrà impegnata già dai prossimi mesi la Comunità Montana Oltrepo Pavese come soggetto capofila, e la redazione di un Manifesto delle Terre Alte, la cui proposta preliminare sarà curata da Uomo e Territorio Pro Natura solo al fine di procedere ad un costruttivo confronto con le comunità locali.