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Difendere i suoli agricoli

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Logo della Federazione Nazionale Pro NaturaIl Ministro Mario Catania in occasione dell’incontro “Costruire il futuro: difendere l'agricoltura dalla cementificazione” ha rilasciato delle dichiarazioni estremamente importanti e impegnative in riferimento alla perdita di terreni agricoli.

“In un quadro come quello italiano, che da questo punto di vista non è assolutamente virtuoso, dobbiamo invertire la rotta di un trend gravissimo che richiede un intervento in tempi rapidi” e ancora poco dopo: “La sottrazione di superfici alle coltivazioni abbatte la produzione agricola, ha un effetto nefasto sul paesaggio e, di conseguenza, sul turismo.”

Finalmente un Ministro della Repubblica che descrive la situazione drammatica della perdita di superficie agraria avvenuta negli ultimi decenni e che tutt’ora con la perdita di circa 100 ettari al giorno, procede in modo incessante.

 

L’avanzata del cemento, dell’asfalto, di nuove strutture industriali procede nonostante che la crisi economica abbia di fatto rallentato fortemente il trend produttivo.

Sosteniamo in modo convinto le dichiarazioni del Ministro Mario Catania sulla necessità di interrompere la spirale perversa e devastante del consumo di territorio per riportare al centro della nostra attenzione non un nostalgico ritorno ad un mondo agricolo, ma iniziare un nuovo dialogo tra modernità, agricoltura e naturalità.


Il nostro Paese non possiede materie prime o ricchezze da cui attingere per tentare di uscire da una crisi che, come ormai tutti concordano, non può considerarsi limitata e  contingente ma strutturale, conseguenza di un modello di crescita ormai difficilmente rattoppabile.

Le sole ricchezze su cui il nostro Paese può contare con certezza sono le straordinarie bellezze naturali che malgrado decenni di vandalismo ambientale non sono state completamente distrutte e deturpate. Le nostre ricchezze risiedono ancora oggi nelle stesse bellezze che facevano del nostro Bel Paese uno dei luoghi più piacevolmente visitato negli ultimi secoli.
La storia di questo Paese ha fatto sì che si sviluppasse un connubio perfetto tra naturalità e “natura artificiata” che sarebbe irresponsabile trascurare e dimenticare.


Il compito di una politica di gestione del territorio lungimirante dovrebbe esser quello di bloccare il suo consumo, ma anche di andare oltre, iniziando un recupero esteso di quelle aree degradate da strutture obsolete, da infrastrutture abbandonate, facendo apparire le nostre città assediate da una periferia urbana diffusa per restituirle alla fruizione pubblica e alla propria naturalità.

Le pregevoli dichiarazioni del Ministro speriamo trovino appoggio anche nella restante parte del Governo. Siamo certi che l’applicazione di quanto dichiarato troverà non pochi ostacoli soprattutto da parte di coloro che hanno considerato per decenni le aree verdi e agricole un terreno da conquistare senza alcuna regola, ma avrà un convinto sostegno da gran parte della società civile.

 

di Mauro Furlani - Presidente della Federazione Nazionale Pro Natura