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Guida escursionistica alle malghe del Parco dell'Adamello

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Guida - copertine

Scarica la Guida escursionistica alle malghe del Parco dell'Adamello, che abbiamo realizzato in formato digitale grazie al contributo del Parco dell'Adamello, nell'ambito del Programma Alpino Uomo e Grandi Carnivori e del Programma Vivere le Alpi.

La Guida, che in seguito il Parco ha pubblicato anche in forma cartacea, è scaricabile in formato pdf suddivisa in capitoli, funzionali alla consultazione dei singoli aspetti che concorrono a determinare insieme agli altri la dimensione dell'alpeggio oppure dei singoli itinerari consigliati:

 

1 - Copertina

2 - Prefazione e introduzione

3 - Il Parco dell'Adamello: al confine tra terra e cielo

4 - Le aree protette alpine per il rilancio delle "Terre Alte"

5 - Le malghe: storia e prospettive

6 - Il sistema degli alpeggi nel parco.
I prodotti degli alpeggi: antico sapere, antichi sapori

7 - La Capra bionda dell'Adamello

8 - Il ritorno dei grandi carnivori sulle Alpi: prevenire il conflitto, generare opportunità

9 - Gli itinerari. Come utilizzare la guida

10 - Quadro di riferimento degli itinerari. Come leggere le carte

11 - Itinerario 1 - Nella Piana del Gaver(alta Val Caffaro)

12 - Itinerario 2 - La Valle di Cadino, i pascoli del Silter

13 - Itinerario 3 - La malga del Passo Crocedomini

14 - Itinerario 4 - Nella riserva della Val Fredda

15 - Itinerario 5 - Da Campolaro alla Malga Prato

16 - Itinerario 6 - Tra le praterie della Val di Stabio

17 - Itinerario 7 - In Val Zumella, tra baite e boschi

18 - Itinerario 8 - Nella Val Saviore

19 - Itinerario 9 - In alta Val Saviore: la Valle Adamè

20 - Itinerario 10 - In Val Malga

21 - Itinerario 11 - Al Passo del Tonale

22 - Regolamento del Parco dell'Adamello

23 - Il campionato "cani da pastore per bovini"

24 - Indice

25 - Copertina

Foto di l.ZamprognoA differenza di quanto sostenuto da chi sembra più impegnato a difendere la situazione di sostanziale abbandono in cui versa la zootecnia di montagna (soprattutto per quanto riguarda il settore ovicaprino) che a fare qualcosa di concreto a supporto del settore, pensiamo che il ritorno dei grandi carnivori possa costituire una occasione importante per tutti i settori economici montani, senza esclusioni, pur richiedendo - come tutte le grandi novità - capacità di adattamento.

Il settore zootecnico di montagna ha molti bisogni: uno tra tutti quello di essere conosciuto e valorizzato, anche per poter accedere ad un nuovo livello di considerazione e poter avviare nuovi tavoli di confronto finalizzati a risolvere le tante criticità (incremento della burocrazia e delle regole sanitarie, crescente conflitto con altre valenze ed usi del territorio, concorrenza con altre attività economiche, frammentazione territoriale legata ad una crescente urbanizzazione ed alla diffusione di infrastrutture, dinamiche dei mercati e crisi economica, calo della “vocazione” e dunque carenza di mano d’opera competente, perdita di strade e percorsi in quota, mancanza di strutture disponibili in quota capaci di garantire agli operatori livelli di qualità della vita adeguati, ecc…) che ne stanno determinando la contrazione e in prospettiva forse la progressiva scomparsa.

Questa prima piccola guida vuole dare un segno in questa direzione, quella cioè di farfoto di L.Zamprogno uscire il settore dall'anonimato, di proporlo all'opinione pubblica come momento di produzione di alimenti unici e di alta qualità ma anche come occasione di presidio e gestione del territorio montano, come contributo importante alla tutela della biodiversità, come tradizione e dimensione culturale che affonda le proprie radici in un passato lontano, come economia apparentemente uguale a se stessa nel corso del tempo ed invece capace di importanti dinamismi coerenti con l'evoluzione del concetto di multifunzionalità della dimensione agricola.

Non ci resta che augurarvi buon viaggio ... un viaggio inteso come occasione di scoperta e di relazione con un mondo magico e apparentemente lontano, sebbene così vicino.