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Valli di Saviore, le Valli dei Re

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Stambecco delle Alpi - foto di M.Speziari(EN, DE) Il territorio di Saviore dell'Adamello è uno dei più estesi e più interessanti della Valle Camonica: gli 82 kmq comprendono l'abitato principale di Saviore, con le frazioni di Ponte, Valle e Fresine, la bellissima Valle Adamè e la Val Salarno, che costituisce una delle vie più semplici di accesso al ghiacciaio più grande delle Alpi italiane, quello dell'Adamello.

E' un territorio ancora straordinario, miracolosamente sfuggito alle grandi trasformazione recenti osservabili anche in ambito alpino: gli abitati di Saviore e di Ponte hanno mantenuto la struttura degli antichi centri storici, fresche foreste ricoprono le porzioni più basse della valle mentre praterie alpine e imponenti rocce arrivano a contatto con il cielo.

Anche qui i prati e i campi terrazzati che un tempo caratterizzavano la media montagna sono ormai quasi del tutto scomparsi sotto il costante incedere del bosco che ogni anno guadagna terreno nelle aree un tempo agricole ed oggi abbandonate.

Una fitta rete di sentieri collega tra loro gli abitati, mentre due itinerari straordinari consentono di percorrere le valli Salarno e Adamè, dove è possibile fare tappa ai rifugi Prudenzini e Città di Lissone o presso le malghe ancora attive, dove la presenza di habitat e specie rare ha permesso l'individuazione di due Siti di Importanza Comunitaria e una Zona di Protezione Speciale ai sensi delle direttive comunitarie Habitat e Uccelli selvatici.

Queste valli sono anche la culla del Fatulì della val Saviore, già Presidio Slow Food, un antico e prelibato formaggio caprino di taglia piccola (il nome in dialetto locale significa appunto "piccolo pezzo"), inserito nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali lombardi e oggetto di una "Denominazione Comunale" (De.Co.), prodotto con il latte della Capra bionda dell'Adamello, una razza autoctona in pericolo di estinzione.

In questo luogo, Uomo e Territorio Pro Natura insieme all'Associazione Amici della Natura, al Gruppo Resistere, al Comitato per la tutela e la valorizzazione del territorio di Saviore, ai gestori dei rifugi, ai conduttori delle malghe e agli operatori economici della ristorazione e dell'accoglienza hanno dato vita ad un PROGRAMMA TERRITORIALE finalizzato alla tutela del territorio ed alla sua valorizzazione mediante il consolidamento di economie locali sostenibili, per le generazioni attuali e per quelle future.

Il programma territoriale lanciato da Uomo e Territorio Pro Natura è entrato nello European Rewilding Network, primo progetto italiano oltre a quello avviato direttamente dalla Fondazione Rewilding Europe in Appennino centrale.

In particolare, questo laboratorio di sostenibilità territoriale, che prevede la definizione di una vision condivisa e di un tavolo permanente di lavoro finalizzato alla sua realizzazione, si misura sui seguenti temi:

  • (biodiversità) la lotta al bracconaggio sugli ungulati, il monitoraggio e il restocking delle popolazioni di ungulati, la tutela dei grandi carnivori, la rinaturalizzazione delle aree agricole marginali ormai abbandonate attraverso un vero e proprio piano di gestione dedicato, il monitoraggio delle popolazioni di galliformi, l'applicazione delle misure di conservazione previste dai piani di gestione dei Siti Natura 2000 in sinergia con le attività zooteniche locali
  • (agricoltura) il recupero e la valorizzazione dei prodotti locali, il ripristino dei prati terrazzati e delle aree agricole vocate mediante anche l'istituzione di un catasto dei terreni pubblici disponibili, il supporto alle aziende agricole locali per la riqualificazione degli immobili, la diversificazione dei servizi e la promozione/distribuzione dei prodotti, con particolare attenzione a quelli inseriti nei SIC e nella ZPS
  • (fruizione e ospitalità) la classificazione, l'arredamento e la manutenzione della rete di sentieri, la promozione di una fruizione soft a piedi, con gli sci di fondo, con le ciaspole e la mountain bike, la realizzazione di nuovi strumenti di comunicazione online ed offline, l'animazione culturale, la formazione degli operatori turistici, il recupero del patrimonio immobiliare non utilizzato ai fini della strutturazione di un servizio di ospitalità diffusa, l'attivazione di mezzi di trasporto collettivo verso la Valle Adamè, il coordinamento dell'offerta turistica locale
  • (volontariato) il coinvolgimento del volontariato per il recupero e la valorizzazione delle risorse territoriali locali e come forma per riprendere contatto con una dimensione ambientale ed umana ormai unica

Non ci resta che invitarvi a condividere con noi questo straordinario territorio.

Sostieni anche tu questo importante laboratorio di sostenibilità in ambito alpino, regalerai un futuro alle nuove generazioni.

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Rifugio Prudenzini in VAl Salarno - Foto di M.Canziani